domenica 28 settembre 2008

SVOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA

Segue con le lettere  N, O, P.

 

* NAUSEABONDO - Vagabondo in preda a conati di vomito

* NEOLAUREATO - Punto nero della pelle che ha fatto l'università'

* NIENTEPOPODIMENO - Lassativo molto, molto potente

* NOMADE - Indica che non e' stato fatto nel luogo specificato (nomade in Italy, nomade in Taiwan, ecc.)

* NONNO - Negazione Convinta

* NOVANTENNE - Dotato di 9 antenne (anche ottantenne, settantenne,ecc.)

 

O

* OPOSSUM - Marsupiale americano possibilista

* OTTANTA - Casa esposta ai 4-20

* OTTOMANI - Scimmie gemelle siamesi

* OVIPARI - Animali che depongono le uova solo in numero pari

 

P

* PALAFITTA - Intenso dolore al testicolo

* PANZAROTTO: ferito al ventre

* PAPARAZZO - Missile vaticano

* PARTITI: movimenti politici che nonostante il nome sono ancora qui

* PENTIMENTO - Un doppio mento con 5 pieghe

* PREGARE - Allenamenti prima delle competizioni sportive

* PREVENIRE - Soffrire di eiaculazione precoce

* PROFILATTICO - Mansarda in puro lattice naturale

* PROFITEROL - Magnaccia parigino

* PUB - Tipico locale inglese ricoperto di peli

 

 

 

Ricordi (16).

Il pranzo di Natale

 

 Una magia che cominciava ad aleggiare fin da molti giorni prima dell’evento.

Magia e armonia di profumi inebrianti che dalla cucina, per noi figli rigidamente “off limits”, si propagavano per tutta la casa.

La cucina diventava un attivissimo laboratorio dove solo le donne della casa potevano entrare.

A volte, non visti, noi piccoli si riusciva a sgattaiolare dentro, una sbirciatina veloce e si pizzicava qualche golosità ( che poteva essere una zampa di gallina o  la cresta o i bargigli del pollo  che si lessava nella  pentola) .

La mamma era una cuoca sopraffina.

Il menù di Natale era sempre rigorosamente lo stesso, quello della tradizione..così lo faceva la mamma, così lo aveva fatto la  nonna, la mamma della nonna…

Tortellini fatti in casa in brodo di cappone.

Lingua salmistrata.

 Rifreddo.

Gelatina.

Pollo arrosto con insalata russa.

Zuppa inglese.

(continua).

sabato 27 settembre 2008

Ricordi (15)

Natale!

Magica atmosfera e ricordi di pranzi indimenticabili.

La Befana con i suoi balocchi, le trepidanti attese, quel po’ di carbone perchè tanto buoni non eravamo stati!

Ma quella Befana! Portò in regalo il tavolo da ping pong che assicurò per anni un grande divertimento. Spazio ne avevamo…, nel salone col linoleum azzurro-verde, in cortile sotto la copertura o nel terrazzo grande in cima alla casa.

Si svolgevano combattutissimi tornei singoli o doppi estesi ai numerosi amici che ci frequentavano con assiduità.

Piero era il migliore e purtroppo per noi vinceva sempre. Una rabbia!...

Teneva la racchetta a “paletta”, alla cinese e sapeva imprimere alla pallina “effetti” che la rendevano imprendibile.

Lo spazio per il Presepio  non ci mancava, la voglia ed il piacere di farlo neppure, gli amici che venivano a collaborare erano tanti, si passavano ore liete.

Realizzammo tante belle opere, una in particolare, molto  grande e molto ben riuscita ci procurò un ambito riconoscimento : ci fece ottenere il primo premio nel concorso organizzato dalla parrocchia di San Giuseppe.

Lasciammo la casa di via Guidotti con dolore!

Ci trasferimmo in via Audinot....ma per fortuna, due anni dopo, tornammo in zona Saragozza, con nostra immensa gioia.

(continua)

 

 

lunedì 22 settembre 2008

Mi ricordo (11).







(Porta Saragozza)


La villa di viale Risorgimento 25

 Agli inizi degli anni 50 il babbo comprò una grande villa in viale Risorgimento, nei pressi di porta Saragozza.

La casa era circondata da un ampio giardino con un bellissimo gazebo, nella parte posteriore c’era un cortile in cui giocavamo a pallone.

Negli ampi spazi si potevano allestire le piste per le gare con le palline o con i coperchini.

Appassionanti erano le gare con le palline a “palmo e ciccato”.

Il territorio in cui si trovava la casa è ora evidentemente cambiato, è irriconoscibile.

A quell’ epoca dal giardino si dominava con lo sguardo, senza interruzione, la via Saragozza; non vi erano costruzioni, nel terreno sottostante  si trovavano campi coltivati, si vedevano gli orti del convento di San Giuseppe!!!

Bastava per noi un piccolo salto e ci trovavamo tra grano e frutteti!

(continua)

Semaforo rosso?

Semafori truccati per lucrare sulle multe……………………..

 Ci prendono per i fondelli!............

 

E Chi controlla i controllori?...........

 ERA STATA  AZZERATA  LA PAUSA TRA IL GIALLO E IL ROSSO:

COSÌ   SCATTAVA  


L'INFRAZIONE………………………


Rilevatori tarati ad arte………….

..una trentina di comuni nei guai…………….


A quando l’elenco dei comuni?......................

Contravvenzione dopo contravvenzione hanno riempito le casse ( loro) e svuotato le tasche degli automobilisti………….

 

Io ne ho presa una….. secondo il Codacons…………….     .....chiedere di annullare le multe…………………………….

 …………con la complicità di funzionari comunali o di comandanti della polizia municipale.........

 Avevano una percentuale sulle multe……….

 Un’ istigazione a delinquere………

 

E gli orologi delle ZTL….chi li tara???

Vedi mio blog……. Multa per un minuto, 7 marzo 2008

Etichetta segnalazioni


 

E io pago…….

 

Arrivederci alla prossima presa per i fondelli.

Ricordi (14).

Per i negozianti di via Saragozza la nostra famiglia era un ottimo cliente.

Gli acquisti venivano fatti da ciascuno di noi e dovevamo solo “far segnare”nell’ apposito taccuino, come si usava allora per molte famiglie.

A fine mese il babbo faceva il giro dei negozi, non solo gli alimentari ma anche il cartolaio per i materiali scolastici di tutti, il fornaio che ci dava la merenda da portate a scuola, il tabaccaio e così via.

Era un vero salasso per il papà, poveretto.

La nostra casa era sempre aperta  a tutti e frequentata da tanti cari amici.

Tanti, tantissimi compagni perché ciascuno di noi invitava i suoi preferiti…per sette che eravamo!!!

Molti di quegli amici di allora li frequentiamo ancora oggi, con grande gioia e soddisfazione, ricordando  le belle avventure passate e gli splendidi rapporti durati nel tempo.

(Continua)

SVOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA

Continua con le lettere I, L, M.

I

* IGLOO - Rumore di un eschimese che affoga

* INCAVOLARSI - Buttarsi in un campo di cavoli

* INCUBATRICE - Macchina fabbricatrice di sogni terribili

* INTERPRETATO - Posto tra due preti

* IPPOCASTANO (1) - Ippopotamo ossigenato

* IPPOCASTANO (2): Cavallo ossigenato

L

* LATITANTI - Poligoni con moltissime facce

* LORD - Signore inglese molto sporco

* LUX: primo tipo in assoluto di FIAT

M

* MESSA IN PIEGA - Funzione religiosa eseguita da un prete in curva

* MESCOLARE - Avere un ciclo mestruale molto intenso

* MARCITA: scimmia andata a male

* MASCELLA - Ascella maschile

* MASCHILISTA - Elenco di persone di sesso maschile

* MAGNA CARTA -1000 piani di morbidezza

* MAIALETTO - Animale che non dorme mai

 

 

venerdì 19 settembre 2008

Ulteriori informazioni sullo stemma dei Rusconi.


Rusconi.

Famiglia originaria di Como, divisa nei rami degli Olgiate e dei Clerici, acquisto' grande potere sulle terre ticinesi e comasche.

Lotario I, tra i partigiani del Barbarossa nella battaglia di Legnano (1176), gli salvo' la vita e in premio fu insignito del titolo di conte.

 

Lo stemma originario dei Rusca (poi Rusconi) e' il leone rosso in campo argento affiancato da sei foglie verdi di "rusco", cioe' pungitopo.

Dopo che Lotario salvo' la vita del Barbarossa nella battaglia di Legnano (1176), l' imperatore concesse ai Rusconi di inserire nel loro blasone lo stendardo tolto ai milanesi (le bande bianco rosse) in basso, e l' aquila imperiale (nera in campo oro) in alto.

Araldicamente, questo stemma si definisce "interzato in fascia", perche' e' diviso orizzontalmente in tre fasce.

 L' aquila coronata nera e rossa sul cimiero stringe un ramo di rusco: oltre che suggerire il nome della famiglia, la pianta simboleggia costanza (e' sempreverde) e invincibilita' (ha le spine).


 

giovedì 18 settembre 2008

Com' è vero!




















Ieri sera ho visto una ragazza che  indossava  una maglietta come questa.

Ricordi (13).











Una volta, al cinema parrocchiale della SALUS, proiettarono un film di fantascienza*,

 con me e l' amico Claudio era venuta anche mia sorella Maria Teresa.

 * Ultimatum alla terra









Quando il Robot GORT scese dall’astronave esclamò: Klaatu barada nikto ed io, a distanza di almeno  50 anni quella stramaledetta, assurda, insensata, agghiacciante frase la ricordo ancora!!

Klaatu barada nikto" originates from the Cold War-era science fiction film The Day the Earth Stood Still(1951).

La famosa frase di una ipotetica lingua aliena è entrata nell'immaginario collettivo.

Dopo la proiezione c’era l’abituale appuntamento, alla “baracchina” della Rosanna o di Oliviero.

 Due gelati da 10 lire sovrapposti e “leccati” con rotazioni accurate.

 0ppure, altra scuola di pensiero, un gelato da 20 lire costituito da 2 cialde (a biscotto) realizzato con apposita macchinetta.

Della paghetta rimaneva abbastanza per qualche ghiottoneria durante la settimana, in particolare le stringhe di liquirizia detta “sucamiclezia”.

Paghetta che noi fratelli, disposti in fila indiana, si riceveva, il sabato, dal babbo a sua discrezione  in rapporto all’età.

A me in quel tempo spettavano 100 lire  settimanali.

( Siamo intorno alla metà degli anni 50!).

Oppure si andava ai giardini di porta Saragozza a conversare,  giocare, fare la lotta.

 Si mangiavano i lupini o i brustolini acquistati dalla vecchietta che stava all’ingresso con la cesta delle golosità.

(continua)

 

mercoledì 17 settembre 2008

Ricordi (12).

 La casa si trovava in una zona collinare e vicino vi era la meta preferita delle “esplorazioni “: i tre pini.
Poco prima di arrivare alla casa c’era il ” piazzale”, un ampio spazio antistante la facoltà di ingegneria. 
 Lì si giocavano estenuanti partite di calcio con gli amici.
Al grido: la ”pulla”(il vigile) bastava nascondere bene la palla, cioè il corpo del reato, per farla franca!
A Porta Saragozza c’era il ricreatorio Salus: si giocava al pallone,  alle carte, al bigliardo, la domenica il cinema. 
Se poi si fosse andati alla messa del mattino Don Cleto,  sentito il parere del suo papà Sandrino che attestava se il ragazzo era meritevole, ti  timbrava l’apposita tesserina che dava diritto allo sconto per assistere alla proiezione. 
Solo 25 lire! 
Per Sandrino era meritevole chi non tirava le pallonate contro il muro di cinta così da non rompere i pochi palloni di cuoio a disposizione che lui poi doveva ricucire.
Cinque o dieci lire se ne andavano per i “burdigoni e brustolini”e ti gustavi un bel film ( rigorosamente cartoni o Western depurati comunque di ogni immagine anche velatamente scabrosa).

lunedì 15 settembre 2008

Letter from Eleuterio Rusca

Letter from Eleuterio Rusca
(also known as Lotterio Rusconi, Count of Val Lugana to Francesco Brizio dated
27 February 1512).
(Address on the verso: Nobili Viro Francischo Brizio n(ost)ro dilecto.) Letter begins: Dilecte n(oster) perche manndamo li in rocha quatro fanti volemo che ad ogni richiesta de Zanino de Vigezo li dagati . . .
Traduzione
Lettera da Eleuterio Rusca (noto anche come Lotterio Rusconi), Conte di Val Lugana a Francesco Brizio del 27 febbraio 1512.
La lettera inizia:
Dilecte n (Oster) Perche manndamo che in rocha quatro fanti volemo annuncio che ogni richiesta di Zanino de Vigezo che dagati. . .
La lettera porta la firma autografa del conte Rusca (o Rusconi), una nobile famiglia menzionato per la prima volta nel 988 dC tenute a lungo il Lago Maggiore e nella zona vicino a Bellinzona.
CONTENUTO:
Per Francesco Brizio il capitano della Rocca, un castello nel Nord Italia al confine con Svizzera oggi, quattro sono stati inviati infantrymen con l'ordine per la fornitura di prodotti alimentari e in particolare la farina di Zanino de Vigezo.
Gli uomini sono stati incaricati di vendere l'eventuale eccedenza e devolvere i guadagni al conte Rusca, mentre fare in modo che non vi è stato sufficiente farina per almeno 20 giorni.
Nella lettera Brizio è anche informato del fatto che il Duca di Milano nominato Enea Crivelli e Johanne Jacobo Ruscha come ambasciatori a Locarno. 
La firma autografa di Eleuterius Ruscha è seguito da quattro linee penned in un'altra parte destinata al "Sir Conte" e firmato R [...] p (ro) Pria Manu.
 La nota, datata Stresa, 2 marzo 1513, è una ricevuta per una certa quantità di farina ricevuto da Messer Francesco.
Scritto in inchiostro marrone; molto lieve perdita di angolo esterno destro in seguito restaurato; carta tagliata a fianco margine destro; piccole forature nell'angolo in basso a destra, ma in fine, altrimenti condizione.
Originale cera residuo sul verso.
Stringa ancora visibili i fori su entrambi i margini.
 
 

domenica 14 settembre 2008

A proposito di cani.


Questo è Billo, il mio cane "spaparazzato"per il riposino...è un cane buono.


Padrone buono cane buono 
padrone cattivo cane cattivo…..


Il mondo che vediamo.


Il modo in cui scegliamo di vedere il mondo crea il mondo che vediamo.