venerdì 29 febbraio 2008

In difesa dei consumatori


Internet avrà un ruolo determinante.

“Viaggerà infatti sul web l’indignazione del consumatore colpito e l’associazione più veloce e brava sarà quella in grado intercettarla prima e di trasformarla in una causa miliardaria.
Se la legge funzionerà aumenterà il grado di civiltà di questo Paese dove, finora, al di sotto di 300 euro di danno il cittadino è abituato a subire e a lasciar perdere”.
Ma con i tempi lunghi della giustizia italiana forse è meglio agire anche su altri fronti.
Bisogna ricordare che Ralph Nader il successo non lo ha raggiunto con una causa ma con un libro-inchiesta — «L’auto che uccide» — per dimostrare che la Chevrolet Corvair della General Motors non era sicura.

(continua)

giovedì 28 febbraio 2008

In difesa dei consumatori

In attesa che anche in Italia si affermi un personaggio del calibro di Ralph Nader, il leggendario «Robin Hood» del mercato americano che trascini e nobiliti tutto il variegato mondo dei consumatori, le associazioni stanno aspettando la partenza della causa collettiva = class action come punto di svolta.
Durante un suo recente passaggio a Roma invitato dall’Unione nazionale dei consumatori ha dichiarato: “La posta in gioco è enorme, dovete partire subito con il piede giusto, una vittoria darà al cittadino la speranza che le cose possono cambiare».
E proprio per seguire i consigli del guru, le principali associazioni dei consumatori stanno affilando le frecce per non sbagliare bersaglio.
La sfera di applicazione della causa collettiva è destinata ad abbracciare molti settori.
A dire la verità, le prime mosse della giurisprudenza si sono già avute dal 1998 con l’introduzione delle «azioni inibitorie » per eliminare le clausole vessatorie nei contratti e nei prodotti pericolosi o con la tutela degli azionisti di minoranza.
Paolo Martinello, avvocato e presidente di Altroconsumo, ha ricordato numerose battaglie affrontate e le tante vinte.
Così come a giorni Altroconsumo sta aspettando la sentenza della Cassazione — dopo aver vinto gli altri due gradi di giudizio—su una vecchia azione inibitoria contro le banche.

( continua)

mercoledì 27 febbraio 2008

In difesa dei consumatori.

E’ di questi giorni la notizia che il paladino dei consumatori e "verde" Ralph Nader si candida alla presidenza degli USA.

Mi si presenta l’opportunità di affrontare un tema che mi interessa molto:

Quali mezzi ha a disposizione il cittadino utente e consumatore per essere assistito, garantito, salvaguardato?

NEW YORK - Ralph Nader, ex paladino dei consumatori, ex candidato dei Verdi, ha deciso di candidarsi per la terza volta come indipendente alla Casa Bianca.

Lo ha annunciato lo stesso Nader, che questa settimana compie 74 anni, al talk show domenicale 'Meet The Press' della Nbc.

Chi è Ralph Nader?

(Nasce a Winsted , Minnesota, il 27 febbraio 1934) è un personaggio politico americano, noto per il suo attivismo contro gli abusi delle corporations nel campo ambientale e dei diritti dei consumatori. Nader è anche un forte critico della politica estera statunitense degli ultimi decenni, che egli considera dominata dalle corporations, imperialista ed in generale contraria ai valori fondamentali della democrazia e dei diritti umani.

(Continua)

lunedì 25 febbraio 2008

Casa Rusconi : "LA PRAZZINA"


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La Prazzina, l’amatissima casa di campagna.

Era una delle case di campagna di Giacomo Filippo Rusconi ed era prossima a numerosi poderi che ereditò il figlio naturale Carlo Antonio.

La casa di campagna, l’amatissima casa di campagna, si trova in una piccola frazione denominata la Prazzina posta un chilometro dopo Miravalle, paesino poco lontano da San Martino in Argine.

La più grande cittadina dei dintorni, Molinella, si incontra a circa sette chilometri di distanza.

Era una casa molto grande, anche se molti ambienti erano stati frazionati e predisposti per accogliere tre famiglie che si erano rifugiate, presso di noi, a causa della guerra e che vi rimasero anche in seguito.

Intorno vi erano grandi spazi, moltissimi alberi da frutto, i più diversi.

Luogo da noi tanto amato perché vi trascorrevamo le vacanze estive, (a quei tempi duravano quattro mesi), ed al quale ci legano ricordi bellissimi ( ricordi che ho riportato nel libro “Storia della famiglia Bronzi Rusconi”).

giovedì 21 febbraio 2008

Villa Rusconi ( la Riniera) a Castel S. Pietro


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La villa Riniera si trova nel comune di Castel San Pietro.

Fu acquistata da Carlo Giacomo Rusconi, poi passò a Giacomo Filippo ed è ora di proprietà della famiglia Gardi.

E’ una villa dalle forme neoclassiche costruita, molto probabilmente, verso la fine del XIX secolo.

Giacomo Filippo e la famiglia vi trascorrevano l’estate.

A lato una dedica al figlio Carlo (Carlino)

domenica 17 febbraio 2008

Cardinale Antonio Lamberto Rusconi


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Tratto da "Notizie storiche della Casate Rusconi" di Gian Carlo Bronzi Rusconi.

Antonio Lamberto Rusconi (Cento, 19 giugno 1743 – 1 agosto 1825) .

Papa Pio VII lo elevò al rango di cardinale nel concistoro dell'8 marzo 1816.

Morì l'1 agosto 1825 all'età di 82 anni


San Luca. Bologna.

Albert Einstein (Ulma, 14 marzo 1879 – Princeton, 18 aprile 1955)

Quando Einstein espatriò negli Stati Uniti gli fu chiesto di dichiarare la sua razza d'appartenenza;
a questa domanda il fisico rispose "umana"



mercoledì 13 febbraio 2008

S.NINFA VERGINE E MARTIRE


Quadro in tela rappresentante S.Ninfa con angeli che si venera nella Cappella pubblica della Villa Rusconi a Mezzolara.


Giacomo Filippo, ottenne il consenso (… di essere dopo morto tumulato in una Cappella dedicata a S.Ninfa Vergine e Martire….) e sulla lapide ordinò venisse incisa , in latino, la seguente iscrizione:
Giacomo Filippo figlio di Pietro Rusconi, Cavaliere da Nostro Signore Gregorio XVI Pontefice massimo proposto all’ufficio delle lettere postali. Ornato del privilegio di essere in questa cappella posta nel mezzo dei suoi fondi , tumulata la sua spoglia mortale quando a Dio piacerà che la di lui morte avvenga ordino ed assegno un annuo reddito di scudi cinquanta col quale si debba far celebrare tutti i giovedì di ogni settimana la Santa Messa all’altare della vergine martire Santa Ninfa titolare della detta cappella e questa messa perpetuamente si applichi per l’anima sua e serva di comodo ai contadini. In memoria della quale ordinazione comando che quivi venga posta la presente lapide incisa nell’anno 1842.”

L'elemosina ai poveri è stata fatta sino a pochi anni fa.
Tra il 2004 e 2005 è stata effettuata una ristrutturazione dell'Oratorio da parte della Fondazione Rusconi.

martedì 12 febbraio 2008

L’oratorio di S.Ninfa


L’oratorio di S.Ninfa (secoli XVI-XVII).
(Come già detto l'oratorio si trova nel parco della villa Rusconi a Mezzolara).

Nell’oratorio si trova la TOMBA DI FAMIGLIA DEI RUSCONI.
L’oratorio fu benedetto nel 1909 da Giacomo della Chiesa, arcivescovo di Bologna, divenuto poi papa Benedetto XV.
Nel 1813 la famiglia Rusconi acquistò le proprietà del Marchese Malvezzi a Mezzolara.
Nel 1842 Giacomo Rusconi domandò di fondare un legato che viene reso esecutivo nello stesso anno dal Card.Opizzoni.
Consultando il rogito notarile del 4 maggio del 1842 che disponeva una annua rendita a favore della chiesa di Mezzolara e per i poveri, si hanno alcune notizie dell'Oratorio
Leggesi:

Il Nobile Uomo Sig.Cav. Giacomo Rusconi di questa città, mosso dal desiderio di essere dopo morto tumulato in una Cappella dedicata a S.Ninfa Vergine e Martire, esistente in un corpo di beni da esso posseduto nel comune di Mezzolara Provincia di Bolognese, Cappella che è stata da esso Signor Cavaliere restituita a Pubblico Culto, e decentemente ornata, e provveduta di tutto l'occorrente per le sacre funzioni, rivolge le sue preci alla Sovrana Clemenza del Regnante Pontefice, invocando la grazia di esigere un sepolcro in detta cappella offrendosi di fare celebrare nella medesima una messa in tutti i giovedì dell'anno in perpetuo colla elemosina di Paoli cinque per messa, ed obbligandosi all'acquistare tanta rendita di Consolidato, quanta abbisognare potesse per l'annua celebrazione di dette messe, per il mantenimento degli arredi sacri, per le altre spese per tale istituzione occorrente.


















Continua.

domenica 10 febbraio 2008

Corso AUC Ascoli 1966




Ma vi ricordate???
Insomma, caro commilitone del XLV corso, se ci sei, batti un colpo!!!!

sabato 9 febbraio 2008

Villa Rusconi a Mezzolara di Budrio.



Villa Rusconi

La villa Rusconi appare in tutta la sua imponenza al centro del grande e bellissimo parco omonimo a lato della via Riccardina, a Mezzolara di Budrio.
Attualmente la Villa è di proprietà del Comune di Budrio che ha iniziato un importante lavoro di restauro che restituirà la villa a un nuovo utilizzo da parte della comunità.
La struttura di base appartiene al tardo ‘400.
Dopo molte modifiche operate attraverso i secoli, all’inizio del ’700 i documenti ce la restituiscono ampia e spaziosa, con una torre che la sovrasta e un arioso portico antistante l’ingresso.
Nel 1813 la famiglia Rusconi acquistò la villa dai Marchesi Malvezzi e verso il 1840 fu aggiunto il coronamento di merli che alterarono l’aspetto originario.
A quell’epoca risalgono anche le prime notizie su un piccolo Oratorio* all’interno della proprietà.
Si parla nei documenti di un antico Oratorio preesistente e restaurato dai Rusconi; quasi certamente si trattava del vecchio Oratorio della Beata Vergine della Rosa.
La villa appartenne a Giacomo Filippo, poi a Carlo Giacomo ed infine ai fratelli Pietro e Giacomo Rusconi
Attualmente l'edificio è di proprietà del Comune di Budrio.

























*Dell’oratorio scriverò prossimamente.





martedì 5 febbraio 2008

Suor Claudia Francesca Rusca


Suor Claudia Francesca Rusca (1593-1676)
Appartenente (molto probabilmente) all'illustre casato dei Rusca di Locarno, suor Claudia Francesca Rusca, fu tra il 1604 e il 1641 monaca dell'Ordine claustrale delle Umiliate di Milano, nel Monastero di Santa Caterina, vicino a Brera, presso il quale fu compositrice, cantante e organista.
Nel 1630 pubblicò presso Giorgio Rolla a Milano i Sacri concerti a 1, 2, 3, 4 e 5 voci con salmi e canzoni francesi a quattro, dedicati al Cardinale Arcivescovo di Milano, Federico Borromeo.



Salve Regina per coro e complesso strumentale
Un estratto dai Sacri Concerti di Suor Claudia
Francesca Rusca nell'esecuzione della Società
Cameristica di Lugano diretta da Edwin Loehrer, elaborazione di Giorgio Federico Ghedini.

venerdì 1 febbraio 2008

Nicolò Rusca

Nicolo’ Rusca

Nasce nel villaggio ticinese di Bedano, all'epoca sotto dominio milanese, da Giovanni Antonio Rusca e da Daria Quadrio, entrambi appartenenti a nobili famiglie dell’area lariana e ticinese.
Studia a Pavia poi a Roma per poi trasferirsi al Collegio Elvetico di Milano sotto l’ala di Carlo Borromeo.

Si racconta che il Borromeo, positivamente colpito dal giovane seminarista, gli abbia detto: «Figliuol mio, combatti buona guerra, compi tua carriera. Per te è riposta una corona di giustizia, che ti renderà in quel giorno il giudice giusto».

Ordinato sacerdote il 23 Maggio 1587 il vescovo di Como Gianantonio Volpi lo colloca dapprima nel borgo di Sessa per poi eleggerlo arciprete a Sondrio.

Siamo nel 1590, in tempi assai travagliati, sia per il contrasto tra cattolici e riformati - a seguito della diffusione delle riforme zwingliane e calviniste tra i Grigioni ai quali erano soggette Valtellina, Chiavenna e Bormio -, sia per la forte decadenza delle stesse istituzioni ecclesiastiche tradizionali.
Rusca, fu prete di profonda cultura e di generosa dedizione pastorale: guidò con grande equilibrio e moderazione la comunità cattolica di Sondrio e della Valtellina intera.

Ciò non gli impedì, tuttavia, di cadere vittima innocente dei contrasti crescenti, soprattutto all'interno delle Tre Leghe, tra le varie fazioni politico-religiose.

Nicolò Rusca venne arrestato nel 1618 e incarcerato a Thusis, dove finivano regolarmente tutti i cattolici accusati di qualche reato politico.

Venne processato da un tribunale fazioso, espressione di un particolare gruppo politico-religioso .

Il processo comprendeva, a quei tempi, anche una ragguardevole dose di torture, e Rusca ne subì tante da non sopravvivere al trattamento.

Di lui si rammenta una celebre frase: “Odiate l’errore, non l’errante” e il soprannome con il quale adesso è ricordato “pastor bonus”, cioè il “buon pastore” che morì per la salvezza del proprio gregge.

Essendo morto sotto le torture del boia quando nella sua terra la religione cattolica era minoritaria, è naturale che venga ora considerato degno di beatificazione: ed infatti la prima proposta in tal senso data addirittura 8 Novembre 1927.

Il percorso canonico ha subito però lunghe soste, per poi riprendere con più vigore nel 1996, quando in Sondrio si è concluso un nuovo processo diocesano in proposito.

Quando Nicolò Rusca era in vita, la regione politica nella quale viveva era la Rezia: un bel nome latino, che si rammenta insieme ad altri toponimi dell’Impero Romano e,

soprattutto, che si ritrova nella dizione “Alpi Retiche”3: e infatti la Rezia è tutt’ora

riconoscibile nella fusione della svizzera Engadina e dell’italiana Valtellina, due valli

alpine insolitamente orientate da est a ovest, “orizzontali”, in una orografia che è invece abituata a vedere le valli correre in direzione nord-sud4.

Le unisce la stretta Val Poschiavo e il passo del Muretto; all’inizio del Seicento erano quasi un laboratorio politico, poiché rappresentavano una sola unità politica abitata da due diverse confessioni: maggioranza evangelica in Engadina e maggioranza cattolica nella Valtellina.

Maggioranze, però: non totalità; in entrambe le valli v’erano minoranze della confessione non predominante, e l’Europa tutta – allora assai sensibile al terremoto geopolitico della Riforma - osservava con curiosità quella convivenza di fedi diverse. La già citata morte per torture dell’arciprete di Sondrio preannuncia che tale convivenza non fu certo serena e tranquilla.

Anzi, a voler dare ascolto a tutte le parti, si scopre che ancora oggi Nicolò Rusca, quasi santo per i fedeli cattolici, è visto sotto una luce ben diversa dagli occhi protestanti:

La morte per tortura nel carcere di Thusis sembra essere l’unico punto sul quale

concordano sia la versione cattolica che quella protestante.

Tolto questo, i ritratti che abbiamo di Nicolò Rusca non potrebbero essere più diversi: santo e martire per una parte, fanatico fomentatore di omicidi per l’altra.

Purtroppo però ci sono altri punti nei quali le cronache coincidono, ed è nel raccontare cosa accadde nei mesi successivi alla morte del Rusca.

Nel processo di Thusis per il tentato omicidio di pastori protestanti vennero condannati, oltre a Rusca, anche i fratelli Planta e Giacomo Robustelli.

Quest’ultimo riuscì, due anni più tardi, a ritornare in Valtellina e ad organizzare quello che, con termini crudeli ma assai appropriati, Cesare Cantù chiamò poi il “Sacro Macello della Valtellina”

I resti di Rusca rimasero a Pfäfers dal 1619 al 1838.

Nell’estate del 1619, nel corso di una notte le ossa del parroco sondriese vengono dissotterrate e segretamente trasportate all’abbazia di Pfäfers, a nord di Coira, dove giacciono fino al 1838 quando l'abbazia viene soppressa.

I resti del Rusca finiscono quindi nella biblioteca cittadina dove rimangono fino al 1845, quando il vescovo di Como, Carlo Romanò, ottiene l'autorizzazione a trasferirli in Valtellina, presso il Santuario della Sassella, alle porte di Sondrio.

Grazie al nulla hosta nel frattempo giunto dalla Santa Sede, nel 1852 le reliquie vengono infine trasportate da Antonio Maffei, arcivescovo di Sondrio, presso la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio in Sondrio dove ancora oggi sono oggetto del culto popolare.