
Il Giuggiolo (Zizyphus vulgaris L.) appartiene alla Famiglia delle Rhamnaceae.
E' originaria dell'Asia dove e' molto coltivata.
In Italia e' presente fin dal tempo dei Romani.
Albero alto 6-7 metri, dall'aspetto piuttosto contorto, con rami irregolari e spinosi.
I fiori piccoli e verdastri appaiono in giugno.
I frutti assomigliano a grosse olive, sono rosso marrone scuro, a maturita' la polpa e' soda, compatta, di sapore gradevolmente acidulo, di colore verde tenue.
Vive in zone con clima temperato con minime invernali non inferiori a 10° C e con estati lunghe e calde.
Consumo fresco:marmellate, sciroppi, confetture, gelatine, canditi, dolci, bevande alcoliche e liquorose (brodo di giuggiole).
In Asia sono consumati anche secchi (datteri cinesi).
Conservazione in salamoia, in alcol e aceto.
Proprietà medicinali (effetto lenitivo ed antinfiammatorio), è utilizzato per la preparazione di decotti espettorranti ed emollienti.
Cosmesi: maschere emollienti ed idratanti per pelli secche.
I semi contengono composti organici con proprietà sedative.E' utilizzato per rimboschimenti.
Integratore alimentare per gli animali al pascolo in alcuni periodi dell'anno.
Il legno, di colore rosso è molto duro e viene utilizzato in ebanisteria.
Pianta ornamentale.
Andare in brodo di giuggiole.
Combinazione di parole usata esclusivamente nel significato figurato di "andare in solluchero, uscire quasi di sé dalla contentezza"
Significa avere a che fare con qualcosa di estremamente dolce e il dolce, si sa, provoca piacere.
E’frutto di un'alterazione dell'originaria andare in brodo (o broda) di succiole: in questo passaggio le giuggiole, hanno preso il posto delle succiole, ovvero delle castagne lessate con la buccia.
L'uso di questa espressione originaria, di provenienza toscana, è già ammesso nella prima impressione del Vocabolario degli Accademici della Crusca, (1612), dove, per l'appunto, è menzionata due volte: alla voce succiare, con un esempio tratto dal Morgante di Luigi Pulci
("Da SUCCIARE SUCCIOLA, che è castagna cotta nell'acqua con la sua scorza. Morg.
Per dare al Saracino altro, che succiole.") e alla voce castagna ("CASTAGNA. frutta nota. Lat. castanea, Gr. k?stana. Boc. n. 72. 16. Entro col mosto, e con le castagne calde si rappattumò con lui.
Qui intende delle cotte arrosto, o lesse: Le quali, arrosto, chiamiam BRUCIATE, e lesse, SUCCIOLE, dal succiarle, che si fa, in mangiandole.
Abbiam da essa un proverbio, il quale allude all'ipocrisía, e al bene infinto.
Come la castagna, di fuora è bella, e dentro ha la magagna. Lat. intus Hecuba, foris Helena").
Giuggiola
Inezia, bagattella, di solito in frasi esclamative: cinquecentomila euro di eredità? una g.!;
è un’opera che richiede un lavoro di anni, altro che giuggiole! b.
Andare in brodo di giuggiole (alterazione dell’originario brodo di succiole), andare in solluchero, uscire quasi di sé dalla contentezza e sim.; analogam., mandare in brodo di giuggiole.
◆ Dim. giuggiolina, giuggiolétta; accr. Guiggiolóna e Giuggiolone
Da Succiole a succhiare a “soccia” che a Bologna significa "succhia" !
Sarà un pò volgare ma non si pensa al significato quando la si pronuncia, è come dire "accidenti", “caspita”, “acciderba”.
Esisto una variante:"socmel" (succhiamelo)
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